Storia della Stampa




Tramandare il sapere dell’umanità è sempre stata una situazione importante in tutta la storia dell’uomo. Già dall’antichità si cercava di tramandare storie e tecniche attraverso graffiti, per poi passare alle lapidi dei romani, alla pergamena dei cinesi e alla carta dei giorni nostri. Grazie a queste piccoli ma importantissimi ritrovamenti si è potuto ricostruire l’intera storia dell’umanità.

Durante il medioevo, gli amanuensi ed i copisti erano le persone addette alla scrittura e copiatura dei libri che ancora oggi sono custoditi in tutte le chiese del mondo. Inizialmente gli amanuensi scrivevano in bella grafia l’intero testo, il quale poi veniva passato ai copisti il cui compito era quello di copiare intere pagine ed infine rilegarle per creare un volumetto apposito. Molte volte era possibile trovare illustrazioni, fatte sempre a mano.

Questo tipo di copiatura però era molto limitata, infatti la domanda di libri cresceva smpre di più, ma l’offerta era grosso modo sempre tale e quale. La copiatura avvenne sempre cosi fin quando, attorno al 1450, Johannes Gutenberg di Magonza in Germania, inventò il carattere mobile. Con questo termine di identifica un procedimento molto più lungo e complesso di quello che sembra, infatti bisognava scolpire sul legno le matrici di stampa, le quali venivano poi usate per torchiare i fogli da stampare.

Le matrici di legno venivano scolpite in negativo in cui poi si versava del metallo fuso. Queste griglie le si poteva poi allineare a piacere in modo tale da creare delle vere e proprie pagine da stampare. Il foglio di carta e la matrice venivano poi posizionati su un torchio che le pressava insieme. Grazie al carattere mobile e al torchio, nacque la prima e vera stampa su carta. Questa invenzione stravolse il modo in cui venivano fatti i libri, infatti tutti ricordano che Gutenberg, proprio per pubblicizzare l’invenzione pubblicò la famosa bibbia delle 42 linee, chiamata cosi perchè conta 42 righe per colonna per un totale di 1282 pagine e 180 totali. Oggi ne sono rimaste solo 48 ed è possibile visionarle nei maggiori musei del mondo, a differenza delle cartucce di stampante epson che sono migliaia.